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Sindrome di Wendy

Sindrome di Wendy
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    La sindrome di Wendy, anche nota come sindrome della crocerossina, fa riferimento ad una serie di comportamenti per cui una persona assume le responsabilità altrui come proprie. Generalmente, questo fenomeno avviene nei confronti del partner o verso membri della famiglia.

    Le cause di questi comportamenti sono da ricercare principalmente nel periodo dell’infanzia e nel rapporto con le figure genitoriali. Le conseguenze sono identificabili in una scarsa stima di sé e nell’annullamento della propria persona in favore di quella del partner.

    Che cos’è la sindrome di Wendy ?

    La sindrome di Wendy può essere considerata una condizione psicologica per cui una persona si sacrifica costantemente per quello che può essere un partner, un figlio o un genitore.

    Il nome di questa sindrome deriva da uno dei personaggi appartenenti alla favola di Peter Pan, ovvero Wendy Darling. Questa bambina viene iper responsabilizzata e adultizzata dalla famiglia, infatti è lei a doversi prendere cura dei fratellini e in seguito anche di Peter Pan e dei bimbi sperduti.

    Dunque, chi soffre della sindrome della crocerossina tende ad accudire, proteggere, soddisfare e gratificare l’altro, anche se questo si rivela controproducente per i propri bisogni. Aiutare l’altro crea una sensazione di gratificazione che, a lungo andare, può intrappolare chi pratica questi comportamenti. Infatti, ci si sente bene solo quando si crede di essere indispensabili per qualcun’altro.

    Questa condizione è considerata una forma indiretta di dipendenza ed è associata maggiormente alle figure femminili, ma può essere riscontrata anche negli uomini. Tuttavia, non è inserita nel DSM-5.

    Quali sono le cause di questa sindrome psicologica ?

    Alla base di questo disagio c’è sicuramente una condizione di bassa autostima. Nel momento in cui non mi apprezzo, tenderò a ricercare l’apprezzamento negli altri. La speranza inconscia è quindi quella di ottenere amore e conferme del proprio valore dagli altri, sacrificandosi per loro.

    Generalmente, la sindrome di Wendy è più comune nel genere femminile, e ciò potrebbe essere dovuto a fattori culturali. Infatti, la figura femminile è sempre stata avvicinata a temi come la cura, l’ascolto, l’empatia e il sacrificio.

    Le cause che portano all’emergere di questa sindrome possono essere individuate nel periodo dell’infanzia (0-7 anni). I fattori che influenzano la comparsa di questo disagio sono molteplici, e fanno riferimento alla sfera culturale, educativa e familiare.

    Generalmente, la condizione scatenante è individuabile nella difficile relazione con le figure genitoriali, che sono state assenti o iperprotettive. Ciò può portare la persona a doversi assumere responsabilità da adulti sin da bambina o, al contrario, a vedersi privata della propria indipendenza. In questo modo, “Wendy” percepisce di valere solo quando fa qualcosa per gli altri.

    Caratteristiche della sindrome di Wendy

    La sindrome di Wendy deriva da un profondo bisogno di approvazione. Dunque, ogni comportamento sarà volto ad ottenere gratificazione dagli altri, anche a costo di annullare se stessa. Questi atteggiamenti portano la persona a ricercare un partner debole o in difficoltà, in modo da diventare necessaria nella relazione. In realtà, la crocerossina non aiuta veramente il partner, perché la sua guarigione potrebbe rendere la sua figura non più necessaria.

    Le caratteristiche principali che contraddistinguono coloro che soffrono della sindrome di Wendy sono le seguenti:

    • Paura di essere abbandonate, rifiutate o di rimanere sole
    • Tendenza a sacrificare la propria vita per il partner
    • Bassa stima di sé
    • Difficoltà nel riconoscere e preoccuparsi dei propri bisogni
    • Scarse pretese nei confronti degli altri
    • Grande generosità
    • Sgridano il partner per ogni errore nel tentativo di migliorarlo continuamente

    Che tipologia di partner trova solitamente chi soffre di questa sindrome ?

    Nonostante non sia necessariamente sempre vero, coloro che soffrono della sindrome della crocerossina, tendono a ricercare inconsciamente un partner bisognoso o in difficoltà, affinché questo abbia sempre bisogno di loro in qualche modo.

    Questo porta spesso a relazioni con eterni fanciulli (sindrome di Peter Pan) ai quali badare costantemente, o con soggetti narcisisti patologici, che a loro volta hanno bisogno di una persona che dia loro affetto, attenzioni e importanza.

    È possibile cambiare gli aspetti tossici da crocerossina ?

    Come per la maggior parte dei problemi, il primo passo per riuscire a risolverli è prendere consapevolezza del fatto che questi problemi esistono. Spesso infatti, quello che intrappola le persone in una condizione di disagio è il fatto di non riconoscere di essere in una certa situazione, non valutando così necessario un cambiamento.

    In casi come questo, il cambiamento non è superficiale e non riguarda solamente cambiare il proprio partner o alcuni atteggiamenti, è molto più profondo. Vista la complessità di questi fenomeni, nella maggior parte dei casi è complicato uscirne in autonomia, ed è per questo che il supporto di una figura specializzata è spesso necessario. La psicanalisi e la psicoterapia si rivelano lo strumento migliore per affrontare queste situazioni, perché permettono al soggetto di capire se stesso, e di conseguenza cambiare.

    Questo tipo di percorso ti porterà a lavorare su alcuni aspetti come:

    • Migliorare la tua autostima
    • Migliorare la tua capacità di dire “no”
    • Imparare a dividere i compiti senza sovraccaricarsi

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