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Narcisista patologico

Narcisista patologico
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    Il narcisista patologico è un individuo con una personalità estremamente complessa, che sviluppa un’ossessione nei confronti dell’immagine di sé trasmessa agli altri. Le relazioni coltivate sono propedeutiche all’appagamento di un bisogno esibizionista di grandiosità e di ammirazione.

    Al contrario delle apparenze, il narcisista patologico nasconde profonde insicurezze, fragilità e sentimenti di inferiorità. Il manifestarsi della patologia narcisistica potrebbe essere dovuto a traumi passati, e spesso alla relazione con le figure genitoriali.

    Cos’è il narcisismo patologico ?

    Cosa significa narcisista patologico ? Il narcisismo patologico deriva dal mito ellenico di Narciso, secondo cui questo giovane e bellissimo ragazzo, dopo aver rifiutato l’amore di una ninfa, viene condannato ad innamorarsi della sua immagina riflessa nell’acqua.

    Ai giorni nostri, questa patologia è stata inserita nella quinta edizione del manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali pubblicato nel 2013, ed è classificata come uno dei disturbi della personalità.

    Rispetto all’immaginario collettivo, la figura del narciso patologico si può discostare molto dai luoghi comuni. Infatti, molte persone si immaginano degli individui egocentrici e menefreghisti nei confronti degli altri. Tuttavia, spesso i narcisisti prestano molta più attenzione agli altri piuttosto che a sé, oltre a provare costanti sentimenti di vergogna e umiliazione.

    Narcisista patologico cause

    Nell’analisi di questa patologia, è difficile individuare la causa esatta, in quanto queste sono molteplici. La psicologia ha individuato alcuni fattori che giocano un ruolo significativo nell’emersione del narcisismo patologico, tra i principali troviamo:

    • abusi o traumi passati
    • carenza o eccesso di stimoli validanti
    • rapporto complicato con la figura genitoriale
    • fattori genetici e biologici

    Narcisismo patologico sintomi

    Le caratteristiche del narcisista patologico coincidono con una serie di stati psicologici e comportamenti che mirano a contrastare il profondo senso di inadeguatezza e inferiorità. Alcuni dei principali sintomi associati a questa patologia sono:

    • percezione di essere unici
    • pretendere trattamenti speciali
    • interagire con gli altri per un tornaconto personale
    • scarso grado di empatia verso gli altri
    • bisogno costante di attenzioni, conferme e apprezzamenti
    • sentimento di gelosia nei confronti degli altri
    • necessità di compiacere gli altri come unico modo di essere apprezzati

    Il comportamento narcisista patologico è generalmente affiancato all’idea di un individuo arrogante, che pensa unicamente a sé e che non perde occasione per ribadire la sua “superiorità”. Tuttavia, questa facciata nasconde un costante bisogno di apprezzamenti e attenzioni che leniscono le ferite di un’autostima bassa. Questo aspetto, rende spesso questa tipologia di individui molto fragili alle critiche.

    Le fasi della relazione con i narcisisti patologici

    L’aspetto che spesso può generare problemi, è quando un narcisista patologico intraprende una relazione amorosa con un altro individuo. Queste relazioni, vista la natura spesso manipolativa dei narcisisti, e il loro continuo bisogno di attenzioni e riconferma, può creare gravi difficoltà al partner.

    La relazione che si crea in queste condizioni, passa generalmente diverse fasi, Quella della seduzione, dell’intromissione e della distruzione, che verranno approfondite qui di seguito.

    Seduzione

    Inizialmente, l’obiettivo del narcisista è quello di piacere alla persona su cui sta cercando di fare colpo. Perciò, nel tentativo di mostrare il meglio di sé, offre in realtà un’immagine costrutta e fasulla.

    Come prima cosa, tende a mostrare le proprie vulnerabilità e debolezze, in modo da stimolare un senso di accudimento nel partner. Il tentativo è quello di evocare nell’altra persona la volontà di farlo felice a tutti i costi, come se fosse una sfida.

    Intromissione

    Una volta creata la coppia Il narcisista patologico tende ad isolare il partner dai suoi punti di riferimento, come la famiglia e gli amici. Inoltre, cerca di minare la sua indipendenza intaccando anche l’ambito lavorativo. In seguito, attraverso l’uso della critica, tenta di usurare l’autostima del partner in modo da renderlo sempre più dipendente da sé.

    Questi comportamenti, spesso velati, non vengono percepiti dalla famiglia o dalla cerchia di amicizie della “vittima”, anche perché generalmente il narcisista gode di buona reputazione verso queste figure.

    Distruzione

    Nella fase finale, in cui questa patologia si esprime con maggior forza, i sentimenti, le pretese e i comportamenti del narcisista patologico raggiungono il loro apice. L’alternanza di momenti di dolcezza ad altri di aggressività rendono il partner, ormai già debole dal punto di vista emotivo, sempre più dipendente.

    A questo punto, il partner si ritrova intrappolato in una relazione dalla quale non è più capace di uscire, anche perché continua a credere che il narcisista possa cambiare. Questo comportamento difficilmente può mutare autonomamente, perché richiede una grande consapevolezza da parte del soggetto malato. Talvolta, anche la consapevolezza non basta se non è affiancata da un percorso con uno specialista.

    Cure e trattamenti per il narcisismo patologico

    Per quanto riguarda il trattamento di questa patologia, bisogna prima di tutto fare una precisazione. Di solito, chi è affetto da narcisismo difficilmente cerca una cura; in primo luogo perché risulta complicato ammettere di soffrire di questo disagio psicologico.

    Dunque, nella maggior parte dei casi, i soggetti che iniziano la terapia sono spinti da persone vicine a loro (famiglia, amici, partner). Tra le possibili opzioni di trattamento, le principali sono:

    • psicoterapia psicodinamica: processo potenzialmente lungo e difficoltoso, può aiutare il narcisista a razionalizzare i propri pensieri prendendo coscienza della propria situazione.
    • approccio cognitivo-comportamentale: terapia che aiuta a cambiare gli schemi di ragionamento, permettendo di creare un’immagine di sé più realistica.
    • farmaci psicotropi: generalmente il trattamento farmacologico non è inteso per essere utilizzato nel lungo periodo, ma nel breve periodo può aiutare il paziente ad ottenere progressi, limitando gli effetti di patologie secondarie come ansia e depressione.

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